Un consiglio alla Forleo: si goda una bella vacanza

novembre 8, 2007 alle 4:20 pm | Pubblicato su L'Editoriale | 5 commenti
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Le lacrime, smentite anche quelle, hanno fatto parte del rito. Nel lungo interrogatorio davanti alla prima commissione del Csm, il magistrato Clementina Forleo ha riepilogato con emozione l’elenco di quanti hanno deciso di abbandonarla. La polizia, che l’avrebbe scaricata dopo la famosa sentenza sul terroristaguerrigliero Daki. I carabinieri, che non la tutelano. I partiti politici, che sabotano le sue indagini. I colleghi dell’Associazione nazionale dei magistrati, che non la difendono. Stampa e televisione, che fraintendono le sue parole. Insomma: il gip più famoso d’Italia è una donna contro tutti. Sola. Tanto da presentarsi davanti al Csm in un’utilitaria accompagnata soltanto dalla zia. Nel frattempo, tanto per intorbidire ulteriormente le acque, il presidente emerito della Cassazione in un’intervista denuncia i tentativi del procuratore generale della Cassazione di fare indagare la Forleo in merito ai suoi metodi nell’inchiesta sulle scalate bancarie. E viene smentito dal procuratore generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, con parole secche: «Non c’è alcuna alcuna azione disciplinare nei confronti del gip Forleo». Ora, sinceramente, voi ci capite qualcosa? L’unica certezza è che nel labirinto delle parole, delle accuse generiche, dei messaggi trasversali, va a pezzi qualsiasi garanzia di giustizia. Vengono meno alcune condizioni essenziali, la freddezza e la serenità di un magistrato nel delicato esercizio delle sue funzioni, e tutto si riduce a uno show da dare in pasto all’opinione pubblica. Il gip Forleo ci fa perfino tenerezza. E’ una donna chiaramente provata dalla sua esposizione mediatica, dalla decisione di essersi sottoposta in continuazione agli esami televisivi e alle interviste sui giornali. E’ un magistrato che crede, e questo è ancora più grave, al suo isolamento e dunque si sente investita di quella funzione etica che ha prodotto tanti guasti all’equilibrio dei poteri nel nostro Paese. Ancora oggi, per esempio, non si capisce bene, con nomi e cognomi, chi siano i veri nemici di Clementina Forleo e perché avrebbero deciso di trattarla come un’appestata. I maestri della comunicazione, i Borrelli e i Di Pietro negli anni d’oro della loro popolarità, non sarebbero mai caduti in questa trappola dell’indistinto, e ogni volta che apparivano in tv mostravano tutta la loro abilità, anche teatrale, con denunce e accuse precise, mirate. Con la Forleo, invece, siamo entrati nel girone dei capi d’accusa declinati nel mucchio. E a questo punto la prima cosa di cui avrebbe bisogno il gip più famoso d’Italia non è un provvedimento disciplinare, ma una bella vacanza.

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