Le elezioni si avvicinano. Comunque

ottobre 18, 2007 alle 7:55 am | Pubblicato su L'Editoriale | 3 commenti
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L’atteggiamento costruttivo e concreto del centrodestra sul pacchetto di riforme istituzionali in discussione alla Camera (ieri la Cdl, in commissione, si è astenuta compatta) è un segnale importante della rotta che l’opposizione intende seguire nei prossimi mesi. Nella convinzione che il Polo, pur non governando, ha tutto l’interesse a chiudere un accordo con la maggioranza. Innanzitutto perché è questa la risposta più efficace al virus dell’antipolitica, che colpisce entrambi gli schieramenti, e al distacco sempre più marcato dei cittadini dalle istituzioni. Pensate: dopo decenni di dibattiti, commissioni, leggistrappo votate nelle diverse legislature a colpi di maggioranza, si realizza rapidamente una nuova architettura della politica. Si chiude, per esempio, lo scandalo di un bicameralismo perfetto che significa inefficienza, costi e dunque sprechi. In secondo luogo, la ritrovata unità del centrodestra sulle riforme istituzionali è un fatto politico nuovo, che non può essere sottovalutato. Ed è la conferma di quanto andiamo dicendo da tempo: se la ex Cdl la finisce di dividersi su presunte leadership, su una successione che non può essere all’ordine del giorno, e discute di contenuti, allora l’unità diventa un fatto naturale e apre le porte anche a nuovi accordi, compreso il possibile partito unico tra Forza Italia e Alleanza nazionale. Se il centrodestra è compatto in materia istituzionale, un campo dove le divisioni sono sempre trasversali, figuriamoci quanto può esserlo su altri temi in agenda, dal fisco alla sicurezza. Infine, nel pacchetto delle riforme deve trovare posto anche la nuova legge elettorale. Non solo per un’ovvia scelta di coerenza istituzionale, che sgombrerebbe il campo dal rischio del referendum, ma anche per sfilare alla maggioranza una carta decisiva per la sua sopravvivenza. Ecco perché è giusto ottenere lo spostamento della discussione sulla legge elettorale dal Senato, dove è condannata a finire su un binario morto, alla Camera, dove si sta lavorando bene e sul serio. Una volta approvate le riforme istituzionali, con la legge elettorale, le porte per il ricorso anticipato alle urne saranno spalancate. Non ci sarà bisogno di raccattare il voto di qualche scontento in Senato, né di inseguire manovre di trasformismo parlamentare. Al voto si andrà, in questo caso, non per una scossa,a ma per una precisa scelta politica.

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