Ci fidiamo di Napolitano. Lo merita

ottobre 26, 2007 alle 11:32 am | Pubblicato su L'Editoriale | 14 commenti
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Il boccino è nelle mani di Giorgio Napolitano. Il governo Prodi, ieri ripetutamente sconfitto al Senato, in caduta libera di consensi e sfiduciato dai grandi quotidiani dell’establishment, dal Corriere della Sera alla Stampa, non può tirare a campare a lungo. Quando e come cadrà è un dettaglio: l’agenda politica dice che siamo già nel dopo Prodi. E qui entra in gioco, innanzitutto per le sue prerogative istituzionali, il capo dello Stato la cui posizione finora è stata molto chiara. Napolitano vuole alcune riforme, a partire da quella relativa alla legge elettorale, prima di sciogliere le Camere e chiede uno sforzo bipartisan per approvarle. Inoltre, il governo che verrà , come già richiesto a Prodi durante la precedente crisi, dovrà avere una sua «autosufficienza» che, tradotta con un numero, significa 158 voti, senza dunque contare il soccorso straordinario dei senatori a vita, al Senato. Si può seguire il percorso tracciato dal presidente della Repubblica? Assolutamente sì, ed è evidente che Napolitano si muove da garante super partes, nell’interesse del Paese, e non di una parte nella quale pure ha militato per una vita. Fatta salva la buona fede del capo dello Stato, del quale abbiamo mille buoni motivi per fidarci, devono però essere chiariti tre punti. Il primo: Prodi non ha «l’autosufficienza» richiesta, cioè quota 158, e quindi dovrebbe rassegnare i mandato al Quirinale senza aspettare l’incidente in aula che avvelenerebbe ulteriormente il clima, rendendo così più difficili i passaggi successivi. Napolitano non ha armi politiche per costringere Prodi a questa decisione, se non quella moral suasion che rappresenta una delle sue prerogative istituzionali. Tutto è che la eserciti con la sua autorevolezza. Secondo punto: il governo che verrà deve avere un mandato e una scadenza ben delimitati, altrimenti diventerebbe una prosecuzione della parabola politica del centrosinistra, come teme Silvio Berlusconi, in attesa magari di un ribaltamento delle previsioni elettorali, oggi decisamente a favore del centrodestra. Terzo presupposto: fatta la legge elettorale, e le riforme che chiede il capo dello Stato, si va a votare. Senza rinvii e forzature, come purtroppo si è verificato, per esempio, durante il settennato di Oscar Luigi Scalfaro. La parola deve tornare al popolo elettore, come è giusto che sia visto lo stato asfittico e la mancanza di prospettive della legislatura. All’interno del perimetro che abbiamo disegnato, e con le garanzie che contiene, il centrodestra farà bene a fidarsi di Giorgio Napolitano. L’uomo lo merita, e la carica che ricopre è una garanzia che va salvaguardata e rispettata anche da parte di chi, come l’opposizione, ha un legittimo interesse al rapido ritorno degli italiani alle urne.

14 commenti »

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  1. Io invece non mi fido affatto. Napolitano è il sacerdote del sacro lucchetto (copyright Guzzanti) e blinderà senz’altro le camere con qualche barbatrucco , tipo governo tecnico o governo di transizione.

  2. Fidarsi di questo qui? MAI !!!

  3. Ehhhh?
    E cosa ha fatto mai Napolitano per meritarsi questa garanzia.
    Storicamente ha soltanto appoggiato tutte le repressioni più sanguinose della storia della sua parte politica. Salvo, chiaramente, fare autocritica quando quella posizione non conveniva più. Ma ero buono pure io.
    Praticamente a mandare a casa il governo poteva pensarci già quando Frodi ha rassegnato le dimissioni per la prima volta. Che la situazione si sarebbe evoluta in questa maniera, se Napolitano non avesse sciolto le camere ed indetto nuove elezioni era talmente chiaro che nessuno avrebbe accettato tale scommessa.
    O mi vuoi far credere che i nostri “grandi” statisti di centrosinistra, non riuscivano ancora a vederla????
    Invece Napolitano NON lo ha fatto e ci ha regalato un’altra finanziaria, un altro anno di merda e tanta tanta povertà.
    Poi ha dichiarato che il governo avrebbe dovuto procedere SENZA i senatori a vita.
    Questo non è avvenuto e lui, guarda un pò… ha fatto pippa.

    Dal punto di vista della carica istituzionale, una carica non può “meritare fiducia”. La fiducia si accorda alle persone.
    E fino a questo momento, correggimi se sbaglio, non ho ancora trovato un motivo per cui accordare la fiducia al comunista Napolitano.

  4. L’avesse fatto alla caduta del Prodi 1, sarebbe stato credibile, e avrebbe dimostrato di essere un politico illuminato. Oggi lo farebbe solo per salvare la baracca, la sua baracca.

  5. assolutamente no! capacissimo di venirci a portare una corona di fiori tra 50 anni e a chiederci scusa per gli “erori di gioventù”….

  6. mi pare un’infelice e defatigante scelta;
    se non è Galbani….

  7. Io di Napolitano, semplicemente, non mi fiderei. La sua storia parla per lui. L’episodio Montalcini
    è esplicativo della sua sostanziale parzialità.
    Tutto quello che penso su Napolitano lo trovate sul mio sito. http://www.eticaetradizione.blogspot.com

  8. Sono perfettamente in sintonia con chi non ha fiducia di Napolitano per il solo fatto che èèèècomunista

  9. intanto c’è ancora Prodi!
    quelli che vogliono che cada sono gente che guadagna più di 80.000 euro al mese… tirchiacci!
    anche gli altri devono vivere…

  10. pardon, all’anno!

  11. Non condivido nemmeno una virgola, un punto e un punto e virgola di quest’editoriale.Napolitano super partes, l’autorevolezza di Napolitano, Napolitano il garante? “ma mi faccia il piacere” avrebbe detto Totò.E cosa dovremmo aspettare? La modifica della legge elettorale? Ahi voglia! Valli a mettere d’accordo Diliberto e Di Pietro, Bossi e Mastella, Berlusconi e Casini! E poi: fare le riforme istituzionali e costituzionali.Ma se c’era tutta questa voglia di collaborazione xchè il csx volle far passare con 3 voti in più la “sua” riforma costituzionale senza coinvolgere il cdx ? E xchè dopo aver fatto fuoco e fiamma contro la riforma costituzionale del cdx bocciandola col referendum, ora la ripropongono + o – negli stessi termini? E nel frattempo passerebbero ancora altri anni con gli italiani in mano a Visco.Niente alambicchi e astruserie varie.Quello che il popolo del cdx vuole lo ha detto il 2 dicembre 2006.”Big Ben ha detto stop” direbbe Enzo.Basta! Al voto! Anche con questa porcata di legge elettorale.Alle riforme ci penseremo dopo, senza Diliberto, Prodi e Visco.

  12. Direttore, non sarebbe il caso di aggiungere un commento visto che non ne leggo uno favorevole a questo editoriale??

  13. In politica serve sempre una buona dose di realismo. Insisto: il boccino della crisi sarà presto nelle mani di Giorgio Napolitano, come ha capito bene Silvio Berlusconi, e dobbiamo fidarci di lui. Innanzitutto perché i moderati rivoluzionari rispettano le istituzioni, a partire dal Quirinale, e poi per il fatto che finora il presidente della Repubblica non ha dato prove di parzialità. Piuttosto ha detto a chiare lettere che con questa legge elettorale non scioglierà mai le Camere: ma per cambiarla, bastano due settimane di lavoro parlamentare. Infine, parliamo di cose serie e non tiriamo fuori la solita storia dei comunisti che mangiano i bambini. Tutti abbiamo un passato, quello di Napolitano è zeppo di errori, ma è anche la storia di un rispettabile dirigente politico.

  14. Ah ecco.
    Io non tiro fuori storie di comunisti mangia bambini.
    Il realismo è il seguente.
    Di moderati etc etc alla presidenza della repubblica ne abbiamo avuti. Ad esempio Scalfaro. E sappiamo ciò che ha fatto.
    Napolitano non scioglierà mai le camere con questa legge elettorale?
    Ha già detto tutto.
    La legge elettorale non verrà modificata a breve. Prodi non ha interesse a farlo perché significherebbe la sua caduta.
    La sinistra non ha interesse a farlo per gli stessi motivi.
    Che sia una scusa è lampante.
    E Napolitano non dovrebbe nemmeno arrogarsi il diritto di decidere quale legge elettorale va bene e quale no.
    O se sia meglio l’attuale governo o un altro scelto dagli elettori con la medesima legge elettorale.


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