Il centrodestra ringrazi Veltroni e si svegli

ottobre 16, 2007 alle 9:18 am | Pubblicato su L'Editoriale | 13 commenti
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veltroninoLa più concreta iniziativa per l’asfittico centrodestra italiano l’ha presa Walter Veltroni. E ci voleva. Già, perché a parte qualche inutile polemica sulla reale affluenza alle urne, l’investitura plebiscitaria del sindaco di Roma a leader del Partito democratico rappresenta una scossa salutare per l’ex casa delle Libertà. Nulla sarà come prima, questo è sicuro, e non c’è bisogno di dare fiato alle trombe della retorica per rendersi conto che la nascita formale e sostanziale di un nuovo partito costringerà il centrodestra a riprendere un’azione politica. Certo: resta l’incognita delle elezioni a breve, nel 2008, la soluzione più gradita a Silvio Berlusconi, ma non si può restare fermi in attesa che sia chiara l’evoluzione della legislatura. Non lo capirebbero gli elettori, a partire da quelli che sono scesi in piazza nella manifestazione organizzata, con successo, da Alleanza nazionale, e da quanti chiedono da tempo un’accelerazione sulla strada del partito delle libertà. Che fare, dunque? Un percorso possibile è quello di riaprire rapidamente un tavolo di discussione per un programma comune. Parlare di cose, insomma, prima che di contenitori. E farlo non solo coinvolgendo circoli e associazioni, un patrimonio molto cresciuto nel centrodestra, ma innanzitutto i gruppi dirigenti dei partiti. Si deve fissare un’agenda, con punti precisi, quelli che poi diventeranno la piattaforma di una programma di governo, breve ed efficace, da presentare in occasione del ritorno alle urne. Per esempio: tasse, sicurezza, welfare e famiglia, legge elettorale e modifiche istituzionali, privatizzazioni, scuola e università. Se si tornasse a discutere con concretezza di questi temi, cercando anche di allargare l’area delle consultazioni alle forze sociali in un momento nel quale l’Italia è prigioniera della sua frammentazione, si potrebbero ottenere nel breve periodo due risultati.

Il primo: dare un segnale di buona politica, lontana dalle formule astratte e vicina ai problemi dei cittadini e alle possibili soluzioni.
Il secondo: creare il terreno sul quale poi ricostruire le alleanze nel centrodestra.

Un programma di governo, tanto per capirci, renderebbe visibile l’assoluta vicinanza delle posizioni di Forza Italia e An, e potrebbe perfino spingere i dirigenti dei due partiti a saltare il passaggio intermedio di una federazione per puntare diritti al partito unico. Così siamo sicuri che, nel merito dei contenuti, anche la distanza con l’Udc è più corta, e a quel punto un patto federativo con i centristi sarebbe a portata di mano. Serve, come vedete, una buona dose di coraggio e di generosità: e per il momento diciamo grazie a Walter Veltroni.

13 commenti »

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  1. E’ la seconda volta che il centrosinistra fa le Primarie. Per il centrosinistra le Primarie si chiamano tali perchè il risultato si conosce già da Prima! Perchè il centrodestra che non ha gli stessi problemi del centrosinistra deve fare un partito unico? Non è meglio un Programma unico, condiviso e realizzabile?
    http://www.avruscio.it

  2. Caro direttore,
    ho scoperto il suo blog tramite Tocqueville.it e devo dirle che si tratta davvero di una piacevolissima novità. Complimenti e buon lavoro!

  3. Con tutta la buona volontà mi riesce molto difficile dire grazie a Veltroni. E non definirei “inutile polemica” quella sull’affluenza. Le prove di irregolarità ci sono, documentate, e sono più di quante siano state denunciate. Un’elezione che nasce viziata da tante irregolarità non può essere considerata seria e valida. E’ un bluff attuato al momento giusto per far passare in secondo piano la crisi profonda della sinistra.
    Tanto profonda che per sopravvivere stanno “rubando” le idee della destra, dall’ICI alla sicurezza. Altro che ringraziare Walter. Minimizzare la portata di questa farsa elettorale significa fare il loro gioco ed avallare quello che chiamano “grande successo”, ottenuto con vagonate di immigrati portati a votare con sistemi quasi ricattatori, con gente che votava 5 o 6 volte e chissà con quali altri trucchi attuati al momento dello spoglio. No, non è una cosa seria. Come non è serio consentire che presentino come scelta popolare e dal basso quella che è una scelta imposta dall’alto. Questa non è democrazia, si chiama prendere per i fondelli la gente. Questo bisognerebbe denunciare, altro che ringraziare Walter.

  4. Ti sei dimenticato della cosa più importante: l’abbattimento del DEBITO PUBBLICO.

    Qualsiasi programma di Governo senza questa priorità è una “presa per il c…” agli Italiani.

    Ma bisogna avere il coraggio di tagliare andando contro le corporazioni e le manifestazioni di piazza.

    Chi si aspetta questo dal Cavaliere è un illuso.

    Anche perchè, sotto questo fronte, i suoi 5 anni di Governo sono stati fallimentari.

  5. Arrivo anch’io su questo blog dal sito Tocqueville e volevo esprimere il mio giudizio favorevole sul sito e sui blog dell’Indipendente. Putroppo, però, non riesco a trovare il giornale in edicola (vivo a Padova). E’ possibile fare qualcosa? Con stima

  6. Benvenuto in TocqueVille!

  7. 1) Il fatto che sia stato semplice e possibile effettuare votazioni multiple dovrebbe far saltare la mosca al naso a coloro che dicono che anche nelle elezioni nazionali tali brogli ci siano stati. Almeno vista la disinvoltura con cui i sinistri gestiscono le elezioni.
    2) L’enorme numero di votanti serviva eccome, serviva a frenare la sana antipolitica montante e serviva a “legittimare” ancor più la sinistra.
    Non credo che ci siano stati milioni di votanti che hanno votato più volte.
    E’ più probabile che come i brogli FILMATI e DOCUMENTATI alle elezioni nazionali, ci sia stato qualcuno che li ha aggiunti a mano votando migliaia di schede a casa.

    3) Non si può ringraziare Veltroni. Veltroni ha il malcelato scopo di propagandare il PD come cosa ESTRANEA a questo esecutivo, allo scopo di poterlo criticare da fuori (LUI non fa parte del governo), sorvolando sul fatto che il partito sia interamente formato da esponenti dello stesso. In questo modo tenta (e credo che ci riuscirà vista l’apatia destrorsa), di creare un’aura di verginità sul PD e poter dire che il PD in questi due anni NON ha governato, perché se avesse governato l’Italia ora sarebbe il paese di BENGODI.
    Se per Lei questo è un motivo di ringraziamento…..

  8. Come puo’ essere credibile il PD?
    Nell’attuale governo ci sono già dei loro ministri: Rosy Bindi, Letta…

    Tutta gente che con il PD non c’entra proprio nulla.

    Non c’è bisogno dell’avvento veltroniano per vedere il PD all’opera…

  9. Il centrodestra ha bisogno del partito unico per tre motivi. Primo: servono grandi partiti, come in tutte le democrazie efficienti, per governare. Secondo: Forza Italia e Alleanza nazionale, per motivi diversi, non sono riformabili dall’interno. E solo attraverso una forte contaminazione, già diffusa nel corpo elettorale, possono costruire una grande forza politica dell’Italia moderata. Ragionando in termini di architettura politica, si può pensare a un centrodestra organizzato in tre aree: un partito unico, con la fusione tra Forza Italia e An, alleato con un patto federativo con l’Udc, che dovrà intercettare il voto centrista specie tra gli scontenti del Partito democratico, e dall’altro versante con la Lega, che dovrà consolidare la sua funzione di partito di territorio, fortemente identitario.
    A proposito: grazie per i complimenti al nostro giornale.

  10. Direttore, come vede le Primarie nel centrodestra? Per esempio nella scelta del sindaco, del Governatore?…. Che senso ha fare delle Primarie quando il risultato si conosce già “Prima”?
    http://www.avruscio.it

  11. Le primarie nel centrodestra le vedo molto bene. Purché siano vere, e non finte come quelle che hanno portato alla designazione di veltroni nel Pd. Ci vuole una competizione reale, e non fatta da un sicuro vincitore e concorrenti di bandiera.

  12. http://opinioniefintedemocrazie.blogspot.com/

    CASINI E FINI:Due aspetti della frustrazione

    Fossi in Berlusconi io non avrei timore del PD,che tanto è una minestrina riscaldata,gli stessi padroni di casa,che ogni tanto ,quando l’appartamento fa proprio schifo,gli danno una tinteggiata .
    Fossi in Berlusconi,dicevo,avrei paura dell’antiberlusconismo “di destra”.
    Ci sono dei leader che a parole professano lealtà al capo di una coalizione,salvo poi inciuciare,chi con Veltroni,chi con Prodi.
    Hanno paura del capo della loro stessa coalizione:strano a dirsi ma questa volta hanno paura di vincere.
    Perchè non sono pronti?No .Perchè vogliono le riforme?No.
    Perchè non vogliono Berlusconi.
    Questi “leader”(….)non sopportano di essere offuscati da chi ha un carisma maggiore del loro.Forza Italia dovrebbe essere il loro lasciapassare per fare cose “di centrodestra”,invece preferiscono trattare col”nemico”,piuttosto che vincere e ritrovarsi Berlusconi.Se questi sono gli “amici”,Berlusconi non ha da dormire sonni tranquilli.
    Diciamo che la sinistra radicale sta al governo come AN ed UDC stanno a Berlusconi.
    Non è il calcolo politico che critico , ma quello morale.
    Vale a dire : ci sono 2 leader(uncoli)che hanno cercato durante il loro periodo di governo di mettere in difficoltà non Forza Italia ,ma Berlusconi.Durante le scorse politiche hanno tirato i remi in barca e Berlusconi(non Forza Italia) facendo da solo la campagna elettorale ha perso contro tutti gli sforzi della coalizione di centrosinistra di soli 24mila voti.Adesso c’è un governo ai minimi storici,con una preferenza in cifre percentuali che spingerebbe un qualsiasi governo estero alle dimissioni,eppure AN ed UDC,pur di non vedere Berlusconi premier ,corrono chi in soccorso del governo,chi ad accreditarsi con Veltroni.Ancora una volta Berlusconi è solo .
    Ma allora perchè Berlusconi si ostina a tenere in piedi la CdL?Mandasse tutto a ramengo,si muovesse in modo da ottenere il maggioritario e li mandasse tutti a scopare il mare.
    Io penso che per il solo odio nei confronti di Berlusconi,AN ed UDC perderanno un sacco di voti.
    Il primo ,AN,perchè i suoi elettori sono scesi in piazza per mandar via il governo e adesso si ritrovano un leader che dialoga con quello stesso governo che qualche giorno fa voleva mandare a casa.
    Il secondo ,UDC,perchè si muove in direzione di “prove tecniche di centrosinistra”, e questo i suoi elettori non glie lo perdoneranno.Non è una mossa politica.Hanno appena visto che fine ha fatto Mastella in una coalizione di centrosinistra.
    Questi sono già organici al centrosinistra ,perchè li lega la comunità di intenti:mai Berlusconi a Palazzo Chigi.
    Riepiloghiamo :ci sono due leader (Fini e Casini) che invece di competere con un altro leader (Berlusconi) nell’ambito di un’indiscussa piattaforma comune di intenti ,preferiscono trattare con quanto di più lontano ci possa essere dai loro valori, pur di eliminare il “leader che li adombra”.
    Berlusconi è il loro incubo,e da mediocri quali sono,inscenano questa “melina” per far scadere il tempo di Berlusconi.Solo allora potranno essere “i migliori”.Non hanno i numeri e si atteggiano a “dialogatori”.
    Meglio Storace:il suo partito è nato da 5 minuti e già si sa da che parte sta ed a chi giura fedeltà.Storace sa di essere un leader , ma sa anche di non essere come Lui.Ma non lo odia,bensì lo stima.L’elettorato di AN ripiegherà su La Destra,come oggi ha fatto la Santanchè.
    “La mossa di Veltroni spacca la destra”?No, più che la sinistra potè la mediocrità umana.

  13. IL PARTITO DEMOCRATICO: NOVITA’ O BUFALA?
    Si fa un gran parlare negli ultimi giorni della nascita del PD come di un nuovo soggetto politico trainato dalla spinta di fantomatiche folle plaudenti e festanti per questa novità in grado di rivoluzionare la politica del nostro Paese.
    Io sinceramente dubito che quella appena celebrata con le primarie sia una rivoluzione e dubito che ci siano elementi di novità nel Partito Democratico.
    In primo luogo mi pare che il Partito Democratico non abbia sperimentato un nuovo modo di elezione partecipata dei vertici nazionali e locali in quanto la scelta di Veltroni e dei responsabili regionali, è stata frutto di una spartizione ex ante ed a tavolino tra le segreterie dei due Partiti che si sono fusi.
    I cittadini hanno solo ratificato con il voto (e con un euro a persona) ciò che le classi dirigenti di Ds e Margherita avevano pattuito.
    Prova ne sia il fatto che nessuno dei risultati , nemmeno quello del più piccolo paesino dell’entroterra lucano, ha destato sorpresa o si è discostato minimamente da quelle che erano le logiche spartitorie elaborate ex ante dai vertici di DS e Margherita.
    Non mi pare un elemento di novità nemmeno l’ipocrisia di un Veltroni in dubbio fino all’ultimo se correre per la massima carica del nuovo soggetto politico o andare in Africa a dimostrare quanto è buono e caritatevole (a parole).
    Veltroni ci ha abituato da tempo a simili recite da omino “sentimentale” che in pubblico fa l’indeciso e nelle segrete stanze obbliga i suoi colleghi di partito più rappresentativi (come Bersani, D’Alema, Fassino…) a non candidarsi alle primarie perché vuole essere sicuro che il suo risultato sia “bulgaro”.
    Veramente non regge questa farsa da Kennedy de noantri che finge da un a parte di parlare al cuore della gente mentre dall’altra non accetta nemmeno un confronto democratico con gli altri candidati alle primarie pretendendo solo che la gioiosa macchina da guerra diessina si mobiliti tutta in suo favore.
    Tutta quella finta suspance sull’esito delle primarie mi ha fatto venire il voltastomaco : forse Veltroni dubitava di vincere? Ma che uomo modesto !!!
    Tale disgusto è acuito dallo sgradevole comportamento dei mezzi di comunicazione ( anche pubblici… vabbè ) che hanno assicurato all’evento ludico/elettorale un tam tam mediatico senza precedenti e di dubbio equilibrio.
    Fino ad ora non mi pare ci siano grosse novità.
    Ma come se ciò non fosse sufficiente, neanche la composizione della classe dirigente mi pare un esempio di rinnovamento:
    Dall’analisi dei risultati delle primarie del partito democratico emerge la vittoria di Massimo D’Alema, che controllerà circa il 25% dei delegati dell’assemblea costituente; i fedelissimi di Walter Veltroni si aggirano attorno al 20% mentre la percentuale degli ex Popolari che fanno capo al ministro Giuseppe Fioroni è del 17-18%, da dividere però con Dario Franceschini.
    Si assiste invece ad un vero e proprio ridimensionamento di Francesco Rutelli e di Fassino , che raccolgono meno del 10% a testa mentre c’è un tracollo dei prodiani che si attestano al 5%… insomma Partito “nuovo” potentati vecchi !!!
    Ma la cosa che più di ogni altra mi fa pensare che il Partito Democratico è il solito equivoco progressista, sta nel fatto che esso appare una vera e propria fusione a freddo tra due compagini… una specie di imbellettamento politico che prima sceglie il leader, poi finge di eleggerlo a furor di popolo dimenticando ovviamente di fare chiarezza sui nodi programmatici e politici:
    Dove si collocherà il Pd?Nel PSE o nel PPE?
    Che posizioni ha sulle questioni etiche? Progressiste o cattoliche?
    Sui temi della scuola e dell’Università prevale la linea cattolico conservatrice di Fioroni o quella progressista?
    E sulla droghe chi prevale Binetti o Livia Turco?
    La stessa cosa dicasi per i temi economici, ambientali, immigrazione ecc.
    Mi pare che dietro il simbolo ci siano pochi contenuti intorno ai quali Veltroni pattina facendo evidenti esercizi di equilibrismo.


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