Gentiloni, le leggi come clave non funzionano

ottobre 9, 2007 alle 2:22 pm | Pubblicato su L'Editoriale | 1 commento
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Ricordate la valanga di polemiche sul disegno di legge Gentiloni? La parata di dichiarazioni del governo per delle norme che servivano al Paese, all’informazione e alla democrazia? Aria fritta. Come avevamo scritto, quella proposta, approvata in Consiglio dei ministri, era soltanto una clava sul tavolo del negoziato politico per condizionare, e ammorbidire, l’azione di Silvio Berlusconi, cioè del leader dell’opposizione. Ora è arrivato il momento della verità, e si stanno scoprendo le carte. Il disegno di legge è finito nel porto delle nebbie: non è previsto nel calendario dei lavori della Camera e, come dice Pietro Folena, presidente della commissione Cultura, «la voglia di portare avanti questo provvedimento è pari a zero». Il ministro Gentiloni giura sul fatto che «il governo crede in questa riforma del sistema televisivo e , in una forma ancora da definire, renderà chiara l’esigenza di approvarla in aula quanto prima». Parole vaghe, che nascondono tutto l’imbarazzo di Gentiloni che, con il meccanismo della clava, si è infilato in un tunnel. Molto più esplicita, invece, è la durissima presa di posizione da parte della Commissione europea, che aveva chiesto, «in un arco di tempo non superiore ai due mesi», alcune specifiche modifiche alle legge Gasparri, approvata nella precedente legislatura. In pratica, la commissione ci dava tempo fino agli inizi di ottobre per recepire le sue contestazioni. Cosa che il governo avrebbe dovuto fare con tempestività, senza infilarsi nel vicolo cieco della grande riforma. «A questo punto non ho intenzione di aspettare a lungo prima di intervenire contro l’Italia, non sono abituato a questi rinvii» minaccia Neelie Kroes, commissario europeo alla concorrenza. Con l’aria che tira, è molto probabile un prossimo deferimento dell’Italia all’Alta corte di giustizia europea, con una successiva multa a carico del nostro Stato. Così, il ministro Gentiloni dovrà fare i conti con un doppio smacco. Da un lato l’offensiva politica contro Berlusconi resterà lettera morta e non produrrà alcun effetto sostanziale, specie quelli a beneficio dell’equilibrio del sistema televisivo; dall’altro lato il governo ha rimediato l’ennesima brutta figura in sede europea, dove il nostro tasso di affidabilità è sempre più basso. La lezione è chiara: le leggi si fanno per rispondere a obiettivi e interessi generali e quando, invece, assumo le sembianze delle clave rischiano solo di picchiare sulla testa di chi le ha proposte.

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